Breve Recensione Konusmotor 130


Telescopio Marca Konus in configurazione Newton da 130mm di apertura per 1000mm di lunghezza focale.

Come è consuetudine con i modelli Konus di fascia media, il prodotto si presenta imballato in un duplice involucro.

Il più esterno, in cartone molto robusto colorato, che contiene diverse scatole separate contenenti i vari componenti dello strumento.

Aprendo le varie scatole è visibile in modo molto chiaro l’accurato imballo antiurto e le molteplici dotazioni di serie che abbiamo conosciuto nel modello recensito precedentemente.

Ben due borse per il trasporto vengono date di serie in questo modello, una per il treppiede e una per lo strumento.


Oltre a questo, il motore per l’inseguimento, la messa a fuoco motorizzata, due oculari Plossl (10mm e 17mm), la mappa della luna e del cielo, un software astronomico di tutto rispetto e un comodo filtro lunare da avvittare all’oculare. Ovviamente, vengono date di serie anche le batterie per il modote in A.R., per il cercatore a punto rosso e per il focheggiatore motorizzato.

         Il montaggio dello strumento si rivela estremamente facile ed intuitivo. Per ogni vite o brugola viene fornito il corretto strumento adatto per il serraggio. Il treppiede in pochi minuti è pronto, lo stesso è composto da tre gambe in alluminio allungabili da 66 a 120cm dotate di un buon perno snodabile centrale sul quale viene fissato anche il vano porta oculari e una discreta testa equatoriale dotata di moti micrometrici in entrambi gli assi. Il tubo ottico invece non ha necessita di quasi nessun intervento di assemblaggio. I due anelli di fissaggio sono già montati attorno al corpo dello strumento e il focheggiatore motorizzato risulta essere già saldamente ancorato al gruppo del focheggiatore. Un innesto a coda di rondine rende poi ancora più immediato il montaggio del telescopio al treppiede e in pochi minuti si è già pronti ad osservare il cielo.Ad una prima analisi, lo strumento risulta abbastanza stabile, la bilanciatura della montatura risulta leggermente difficoltosa a causa di un contrappeso forse troppo leggero (o un asta troppo corta) ma i movimenti risultano comunque ben fluidi e continui anche durante l’inseguimento di un corpo celeste.

Il tubo ottico si mostra molto compatto e leggero, con una lunghezza reale di 50 cm e un diametro esterno di 15cm, il trasporto e il posizionamento risultano estremamente semplici e veloci.

Lo specchio secondario occupa solo 4.5 cm lasciando quindi molto spazio alla capacità di raccogliere luce grazie ad un, non sempre apprezzato, accorgimento: è stato inserito un moltiplicatore di focale tra lo specchio primario e il secondario. Grazie a questa soluzione, la lunghezza focale risultante si estende a ben 1000 mm, lo specchio secondario può cosi scendere di diametro e il corpo dello strumento, dimezzare la sua lunghezza.

  Sulla cella del primario si notano tre coppie di vitti per la collimatura dello strumento, così come sullo spider del secontario, dove in questo caso le vitti sono soltanto tre. Ovviamente lo strumento non necessitava di alcuna collimatura essendo uscito di fabbrica perfettamente allineato.

Il focheggiatore risulta essere molto stabile, l’escursione garantisce una perfetta messa a fuoco con qualsiasi oculare. Da notare che la parte finale del focheggiatore termina con una filettatura T2 in grado quindi di poter innestare una fotocamera reflex direttamente al focheggiatore tramite l’apposito anello adattatore.

Il motore per la messa a fuoco, lo stesso per tutti i modelli della Konus, funziona in maniera egregia. Tramite la pressione di due semplici tasti, uno per estrarre e uno per ritrarre l’oculare, permette una corretta messa a fuoco anche a forti ingrandimenti dove una mano poco ferma renderebbe più complicata la sua esecuzione.

La prova sul campo

Da uno strumento di queste caratteristiche ottiche, ci si aspetta una discreta qualità d’immagine, un buon potere d’ingrandimento ed una buona risoluzione.

Bè, ogni una di queste aspettative è stata pienamente soddisfatta!

Abbiamo raggiunto il luogo adatto all’esplorazione, abbiamo estratto lo strumento dalle borse, lo abbiamo montato e in pochi minuti eravamo pronti per eseguire l’allineamento del cercatore e della montatura alla polare.

Il celo si presentava particolarmente terso e limpido, l’inquinamento luminoso quasi assente, e il fondo cielo di un bel nero penetrante. In pratica: la serata ideale!

Giove era già alto nel cielo, ben luminoso e promettente. Non potevamo resistere…abbiamo subito puntato lo strumento sul gigante gassoso il quale ci ha immediatamente regalato un immagine estremamente dettagliata già a 57x (oculare plossl da 17mm). Abbiamo inserito l’oculare da 10mm per raggiungere il massimo ingrandimento ottenibile con la dotazione di serie (100X). A questi ingrandimenti ci è stato possibile distinguere bene le due bande più scure che tagliano il pianeta e intravedere alcuni dettagli sul transito del satellite Io su Giove compresa la piccola ombra che questo proietta sulla superficie del pianeta durante il suo passaggio.

Dopo la visione del pianeta abbiamo cominciato ad eseguire alcuni star test:

Puntando il telescopio su Vega, per verificarne la qualità ottica, lo strumento si è rivelato perfettamente allineato e collimato, La figura di Airy ha dimostrato assenza di aberrazione sferica e di astigmatismo. Una piccola nota negativa è data dal moltiplicatore di focale che introduce un appena percettibile cromatismo ai più alti ingrandimenti.

Terminato lo star test ciò ci siamo dedicati alla separazione delle doppie, partendo dal più facile Albiero che come ci si aspettava risultava ben separata già a bassissimi ingrandimenti, siamo passati alla separazione di Gamma1 Andromedae da Gamma2 Andromedae riuscendo pienamente nella separazione già con gli oculari in dotazione separando nettamente le due componenti. Abbiamo poi puntato sulla costellazione della Lira separando prima Epsylon Lyrae in modo netto e ben visibile poi, aumentando gli ingrandimenti, siamo passati alla separazione di Epsylon1a Lyrae da Epsylon1b Lyrae e Epsylon2a Lyrae da Epsylon2b Lyrae in modo, questa volta, appena percettibile ai più alti ingrandimenti.

Come al solito, l’ultimo test lo abbiamo dedicato alla visione degli oggetti deep sky. La galassia di Andromeda, già percepibile ad occhio nudo, si è stagliata limpida ed enorme all’interno del nostro oculare (un 40mm a campo largo per un ingrandimento di appena 25x), passando a maggiori ingrandimenti si è mantenuta sempre ben visibile e ottimamente luminosa da permetterne una piacevole visione. M103 (un ammasso di stelle aperto) nella costellazione di Cassiopea si è mostrato limpido e ben stagliato nel cielo buio, ad elevati ingrandimenti si potevano notare le stelle principali che ne componevano l’ammasso. Il Doppio Ammasso di Perseo, NGC869/884 si mostrava in tutto il suo splendore, mostrando le stelle che lo compongono come una serie di microscopici puntini luminosi. Per ultimo: M57. Una minuscola nebulosa planetaria nella costellazione della Lyra che ha messo un po’ a dura prova il potere risolutivo del telescopio mostrandoci un minuscolo anellino appena percettibile. Risultato comunque ottimo visto la dimensione dello strumento.

Note finali:

Secondo la nostra analisi, lo strumento risulta essere specialmente indicato come strumento per le prime osservazioni. La leggerezza e la compattezza del tubo lo rendono veramente unico per spingersi oltre la visione dei soli pianeti e lo rendono all’altezza di molti strumenti più costosi.

Le due borse in dotazione si sono rivelate estremamente utili agevolando non di poco il trasporto del konusmotor 130 e il focheggiatore elettrico si è mostrato all’altezza del compito anche ai più elevati ingrandimenti. La montatura, è abbastanza stabile, sebbene per qualcuno non lo sia mai abbastanza, il motore d’inseguimento invece non è all’altezza del telescopio…quasi impossibile utilizzarlo in quanto privo di frizione (per usare i moti micrometrici a motore inserito) e difficile da tarare (la velocità deve essere regolata tramite un potenziometro). Questo aggiunto alla difficoltà di allineare correttamente la montatura senza un cannocchiale polare, lo rendono poco adatto alla fotografia a pose lunghe. La presenza di una Barlow davanti allo specchio secondario farebbe storcere il naso a molti astrofili, tuttavia lo strumento ci ha comunque dato ottime visioni di pianeti, di oggetti del cielo profondo e di risoluzione nelle stelle doppie…..cosa si può volere di più!

 

 

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