Tutte le Novità del Konusky 200


Articolo sritto da cielosereno.it per la rivista l’Astrofilo (Feb.2012 numero 2)

 A volte viene da chiedersi perché siano ancora presenti sul mercato telescopi concettualmente risalenti agli anni ’70, con soluzioni progettuali che sono invariate dagli anni ’80.
Il motivo di ciò è semplicissimo: piaccio al pubblico perché abbinano a prestazioni tutto sommato soddisfacenti un prezzo a dir poco invitante. Del resto, se gli astrofili
non continuassero ad acquistarli, nessuno li produrrebbe e venderebbe più!
E’ il caso del Konusky 200, un riflettore newtoniano di 200 mm di diametro e 1000 mm di focale, quindi f/5, che ben lungi dal voler abbandonare la ribalta, si è invece recentemente rinnovato, migliorando alcune sue parti in modo sostanziale e non solo a livello di dettagli complessivamente ininfluenti, come spesso accade. La prima importante novità del Konusky 200 sta nello specchio primario, non più sferico come nella precedente versione, bensì parabolico. A fronte di una maggiore difficoltà nella lavorazione dà il vantaggio di eliminare l’aberrazione sferica (altrimenti eliminabile con una lastra correttrice), quindi un notevole passo avanti che indica un upgrade nella catena di produzione, cosa sempre positiva.
Ora il tradizionale alloggiamento a cella (con viti, controviti e molle di regolazione fine) dello specchio lascia quest’ultimo pienamente a vista anche nella parte posteriore, una soluzione utile a termostatizzare più rapidamente che in precedenza
l’intero tubo ottico, di cui lo specchio è di gran lunga la massa più consistente. Anche lo specchietto secondario ellittico è stato “a nudo”, sebbene in questo caso la ricerca di un più rapido equilibrio termico sia superflua, vista la ridottissima massa del componente. Interessante il valore dell’ostruzione sul primario di secondario, porta secondario e relative razze (spesse solo 0,7 mm), 24%, non male per uno strumento che per sua natura e per il rapporto focale non particolarmente

tirato può essere impiegato sui più disparati oggetti celesti. Lo spider del secondario è ora dotato anche di pomelli per la regolazione della centratura, che in abbinamento alle viti a brugola di regolazione fine del secondario agevolano il complessivo allineamento dell’ottica. Il cercatore è un più che sufficiente 8×50, mentre il focheggiatore è il classico Crayford da 2″ (50,8 mm) di diametro, già dotato dell’anello T-2 filettato (passo 42:1) per l’attacco delle reflex. Di serie viene ovviamente fornito anche l’adattatore per gli oculari da 31,8 mm in dotazione allo strumento, due Super Plossl di 10 e 26 mm di focale. Oltre al tubo ottico è stata in parte migliorata anche la montatura, che ora viene fornita con un nuovo kit di motori e con una pulsantiera che
offre selezione dell’emisfero, velocità d’inseguimento standard e movimenti micrometrici 2x, 4x, 8x su entrambi gli assi. L’alimentazione è assicurata da 4 pile da 1,5V.
L’unica parte sostanzialmente invariata, almeno esteticamente, risulta essere la testa equatoriale EQ-5, più che sufficiente comunque a sostenere il leggero tubo (meno di 9.5kg) ed eventuali corpi macchina e piccole camere CCD ad esso collegate.

Nell’asse di ascensione retta trova posto il tradizionale cannocchiale polare, la cui unica pecca è probabilmente quella di non essere illuminato, cosa alla quale purtroppo
rimedia spesso l’inquinamento luminoso del cielo, che rischiara a sufficienza il reticolo interno, permettendo una facile messa in stazione, grazie ai movimenti micrometrici in azimut e altezza. Infine il cavalletto, realizzato in metallo con sezioni tubolari che si allungano da 94 a 130 cm, soddisfacendo qualunque necessità.
Per essere uno strumento “entry level” adatto ad astrofili più o meno preparati e utilizzabile dall’osservazione planetaria alla fotografia deep sky, riteniamo che il
Konusky 200 sia adeguato al suo scopo.

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