Vixen Polarie, il nuovo gioiello dal Giappone in anteprima


Oggi finalmente è arrivata la prima fornitura del nuovo Astroinseguitore di Casa Vixen: l’astroinseguitore Vixen Polarie!
Abbiamo avidamente scartato la confezione che la conteneva e…meraviglia: un compatto connubio di precisione e bellezza!
L’aspetto è simile ad una macchina fotografica di altri tempi, con tanto di aggancio simile al porta flash.
Al centro una grossa ghiera in metallo satinato con due piccole viti per il serraggio. Ad un estremità il piccolo foro per l’allineamento alla polare approssimativo (campo apparente di 2 gradi) e, sulla parte superiore, la ghiera per la regolazione della velocità di inseguimento. A racchiudere il tutto: un involucro bianco latte sovrastato dal marchio Vixen!
Già ad un primo sguardo trasmette subito un ottimo senso di robustezza.
Allungo una mano e l’afferro: la sensazione accresce e viene confermata dal freddo metallo che compone l’intera scocca.
La Polarie infatti è costruita con una scocca interamente in metallo con uno spessore di almeno 2 mm sagomato e verniciato di bianco che in pratica sembra essere l’elemento portante di tutta la montatura! Bene: 10+ per la robustezza!
Sul dorso e presente una ghiera più piccola posta a tappo del foro centrale per il cannocchiale polare. Svitando il tappo, al centro di questo è presente una piccola bussola che, assieme al clinometro graduato, può venire in aiuto durante l’allineamento diurno o con polare oscurata.
Sul frontale, una grande ghiera fissata al meccanismo di inseguimento compone il cuore del meccanismo. La ghiera è fissata tramite due viti con pomello al cilindro del moto orario e presenta al centro l’attacco per la macchina fotografica. La ghiera ovviamente può essere rimossa per montare il cannocchiale polare e per facilitare il montaggio della testa a sfera che porterà la macchina fotografica.
Non avendo un cielo clemente sopra la testa, il vero test dovrà essere rimandato a nottate meno nuvolose, nonostante ciò, comincio con il testare la precisione delle ghiere che compongono il moto orario. In pratica: a Polarie spenta, sforzo leggermente il meccanismo dell’inseguitore per verificare la presenza di piccoli giochi tra la vite senza fine e la ghiera. Nonostante una discreta torsione, questa non cede di un millimetro, sembra un unico corpo solidale con lo chassis in metallo.
Senza una decente notte stellata priva di luna e nuvole, purtroppo non mi è possibile scrivere la conclusione di questo breve articolo. Ben presto spero che le condizioni meteorologiche mi permetteranno di aggiungere altre buone impressioni su questo nuovo astroinseguitore.

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